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La pratica sportiva del tiro con l’arco

Il tiro con l’arco è una pratica sportiva nella quale si utilizza un arco per scoccare frecce. La sua origine è di fino 5000 anni a.C. e si utilizzava come arma da caccia e anche come arma bellica. Con l’apparizione delle armi da fuoco restò praticamente destinato all’ozio e allo sport. La persona che pratica il tiro con l’arco si chiama arcere.

Arco compuesto camuflaje - La pratica sportiva del tiro con l'arco

È così importante lo sport del tiro con l’arco che si compete anche alle Olimpiadi. Consiste nel cercare di centare il centro del bersaglio per ottenere il maggior numero di punti.

Alcuni popoli dell’Asia Centrale sono specialmenti abili con il tiro con l’arco a cavallo, essendo uno sport nazionale nel Regno del Bhutan e in Mongolia.

ARCO COMPUESTO GRAFITO - La pratica sportiva del tiro con l'arco

L’arco ricurvo è l’unico tipo d’arco che si utilizza nei giochi Olimpici. Il suo funzionamento è simile a quello dell’arco tradizionale. La sua principale differenza è che nelle pale ha una doppia curva, a forma di “S” che incrementa la forza dell’arco e alleggerisce lo scoccare della freccia.

L’arco compound è disegnato per ridurre la forza che l’arcere deve impiegare al momento dell’apertura dell’arco con la schiena. La maggior potenza si ha quando si è alla metà dell’apertura. Arrivando al finale dell’apertura, dovuto a un sistema di pulegge, la potenza si riduce di un 60% – 80%, secondo il modello di puleggia, ciò permette di mantenere la corda tesa e mirare con più tempo e molto meno sforzo. Questa caratteristica permette di utilizzare archi di grande potenza, che sono diventati molto popolari nella caccia.

Dactilera doble grande para arco - La pratica sportiva del tiro con l'arco

L’arco compound arriva sempre alla stessa potenza massima e, la stessa, si può regolare con un ampio range. Il sistema di puleggie impone un massimo all’apertura, la stessa si regola mediante diversi sistemi per poter adattarla all’anatomia dell’arcere.

Gli altri archi hanno un ampio range di apertura, essendo l’aumento o la diminuizione della potenza l’unica variazione che comporta, la stessa, proporzionale alla maggiore o minore apertura.

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Una freccia normale è composto da un’asta con una punta di fronte, e delle piume e una guida dall’altro lato. Le frecce di solito sono in legno, fibra di vetro, alluminio, fibra di carbonio, o fibra di carbonio e alluminio. Le frecce di legno sono propense a piegarsi e quelle in fibra di vetro sono fragili, anche se sono facili da produrre e sono più omogenee.

Le frecce di fibra di carbonio sono molto leggere, più veloci e di volo più orizzontale che quelle in alluminio. Le frecce di più alta gamma attualmente combinano carbonio e alluminio. La punta della freccia determinerebbe l’uso che gli si darà.

Blister 3 flechas aluminio - La pratica sportiva del tiro con l'arco

Alcune frecce semplicemente usano la punta affilata della stessa freccia, però è più comune usare punte di freccia separate, generalmente di metallo, corno (osso), o un’altro materiale duro. Le classi più usate sono le punte per bersaglio, da campo e da caccia, anche se ce ne sono di altri tipi, come quelle da penetrazione, romas e judo (punte romas con ganci per caccia minore).

Le frecce di piume naturali sono fatte di tradizionali piume di volatile, anche se possono essere di plastica solida. Si collocano vicino alla guida, nella parte finale della freccia, con colla o tradizionalmente in nervature.

L’arco si regge con la mano opposta a quella dell’occhio dominante dell’arcere, anche se altri difendono il contrario, quindi, reggerlo con la mano dell’occhio dominante. Questa mano è conosciuta come mano dell’arco e il braccio come braccio dell’arco. La mano opposta si chiama mano della corda. Altri termini come spalla dell’arco o gomito dell’arco sono analoghi. Gli arceri che hanno come occhio dominante il destro sostengono l’arco con la mano sinistra, verso l’obbiettivo, vedendo con l’occhio destro e prendendo la freccia e la corda con la mano destra.

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Generalmente si porta una protezione al braccio (più comunemente chiamato come protettore) per proteggere la parte interiore del braccio dell’arco, e un guantino per proteggere le dita che mantengono la corda tesa. Alcuni arceri portano anche una protezione per il petto (pettorina). Le pettorine prevengono che il fisico dell’arcere o i suoi vestiti ostacolino la corda nel momento del lancio, così come per proteggere l’arcere.

Per scoccare una freccia, un arcere per prima cosa si colloca nella posizione corretta. Il corpo dovrebbe stare perpendicolare all’obbiettivo e la linea di tiro, con i piedi situati perpendicolarmente ad ogni spalla. Quando un arcere passa da un livello principiante ad avanzato inizia ad usare la “postura aperta”. Ogni arcere avrà le sue proprie preferenze, però la maggiorparte di essi di solito mettono la gamba più distanziata dalla linea di tiro, 14-28 centimetri davanti all’altra.

PUNTA FLECHA ALUMINIO - La pratica sportiva del tiro con l'arco

Per caricare una freccia, l’arco si inclina verso il basso e il corpo della freccia si appoggia nel poggiafrecce della finestra dell’arco. La parte posteriore della freccia si aggancia nella corda dell’arco con l’apposita guida (una piccola parte di plastica con forma di “V”). Questo processo si chiama caricare la freccia. Le frecce tipiche con tre piume devono orientarsi di forma tale che una sola piuma punti fuori dall’arco. Normalmente questa piuma è di un colore diverso dalle altre due.

La corda si tiene generalmente con tre dita, mantenendo le tre dita sotto la freccia o meglio con un dito sopra di essa, dipendendo daglo stile di ogni arcere. La corda di solito si regge nella prima articolazione delle dita; poi si alza l’arco e si apre. Generalmente è un movimento fluido che varia a seconda dell’arcere. La mano della corda si porta vicino alla faccia, dove deve appoggiarsi leggermente per tenere un punto di riferimento che dovrebbe essere lo stesso in tutti i tiri, o la corda può essere portata al labbro o il mento. Il braccio dell’arco si mantiene esteso verso il bersaglio. Il gomito di questo braccio si gira verso la parte interna del gomito non estesa, visto che porta alla tendenza da parte della corda a colpire la parte interiore del braccio o che tocchi la guardia al lasciarla. L’arco deve stare sempre in posizione verticale.

PROTECTOR ANTEBRAZO ARQUERO - La pratica sportiva del tiro con l'arco

La posizione ideale dell’arcere è a forma di “T”, con i muscoli della schiena usati per tirare la freccia fino al punto di appoggio. Alcuni archi sono equipaggiati di un dispositivo meccanico, o clicker che produce un “click” quando l’arcere raggiunge l’apertura corretta, quella che indica il momento in cui deve lasciar andare la freccia. La freccia si scocca rilasciando le dita della mano dalla corda. Devono evitarsi movimenti di retrocessione o gesti di aiuto alla freccia con il corpo, che affettano il volo della freccia.

Gli arceri che usano archi compound in molti casi utilizzano un elemento meccanico per realizzare il rilascio, denominato sgancio meccanico. Esistono vari sistemi però basicamente con tutti loro si sgancia la corda, si tende l’arco e lo sgancio si realizza premendo un grilletto con il pollice o l’indice, attivando il sistema che libera la freccia in una forma pulita, diminuendo la inconsistenza dello sgancio con dita che variano di tiro in tiro, soprattutto per gli arceri meno esperti. C’è anche un tipo di sgancio meccanico che producono lo sgancio della corda senza dovre premere nessun grilletto.

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Con l’arco teso, l’arcere realizza un ultimo movimento che produce un lieve giro nella posizione della mano che sostiene lo sgancio meccanico, attivando in questo modo il sistema di liberazione della corda. Questa tecnica di rilascio si chiama “tensione di schiena”, visto che, se ben realizzato il movimento, esige l’intervento dei muscoli della schiena nell’ultima parte dell’esecuzione del rilascio. Un modello di sgancio meccanico più vecchio, che nel 2006 fu ridisegnato, produce il rilascio quando il meccanisco è sottomesso ad un certo grado di tensione.

L’arcere, una volta che arriva alla posizione corretta di tiro, continua tendendo con la schiena la corda e muovendo minimamente lo sgancio meccanico verso dietro, che produce un maggior carico di forza nello sgancio per poter tendere di più l’arco. Il meccanismo si regola in modo che all’arrivare ad una certa tensione, si produca la liberazione della corda. Entrambi i sistemi puntano a effettuare un rilascio a sorpresa e così evitare che la mente coscente disturbi l’esecuzione del tiro realizzata in forma subcoscente. Entrambi gli sganci obbligano ad utilizzare la forza dei muscoli della scapola, essendo qualcosa di essenziale per l’esecuzione e la tecnica del tiro.

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Negli sganci che si attivano con un grilletto è importante non fare cilecca allo sgancio. Fare cilecca succede quando l’arcere vede che sta mirando esattamente nell’obbiettivo – bersaglio o animale-. L’arco subirà sempre un lieve movimento che rende difficile mantenere mirato il bersaglio o l’animale, ma un rapido movimento del dito sul grilletto fa sentire all’arcere che il suo tiro si realizza nel momento opportuno. Questo è un tiro controllato e che può dare un buon risultato, ma non permette di raggiungere l’eccellenza come nel tiro subcoscente o a sorpresa. Per evitare di fare cilecca è necessario collocare il dito nel grilletto e invece di premerlo volontariamente, si realizza un piccolo moviemnto ultilizzando i muscoli della scapola e aprendo entrambe le spalle verso avanti e indietro rispettivamente, mantenendo il dito appoggiato al grilletto. Questo movimento produce una maggior tensione nel dito producendo il tiro sorprendentemente dato che non è stata presa nessuna decisione di premere il grilletto.

Anche se al principio il dominio di questa tecnica sembra difficile, con la pratica può essere dominata ed permette di arrivare ai più alti livelli di tiro. Gli archi funzionano trasmettendo l’energia potenziale elastica che accumulano le pale al dell’arco in energia cinetica alla freccia. Durante questo processo, parte dell’energia passa attraverso quella che si denomina come isteresi elastica, riducendo il totale quando si rilascia il colpo. Dell’energia restante, parte viene assorbita dalla pala e parte dalla freccia. Le frecce sono disegnate per ottimizzare la concentrazione della forza, dipendendo dalle sue applicazioni.

Brazalera marrón arquero - La pratica sportiva del tiro con l'arco

L’uso del tiro con l’arco per ozio con gli animali si chiama caccia. La caccia con l’arco è molto diversa rispetto a quella realizzata con le armi da fuoco, dovuto principalmente al minor raggio d’azione degli archi. L’uso dell’arco per cacciare pesci si conosce anche come “pesca con arco”. Per questa disciplina, l’uso del materiale moderno come archi di puleggia con visore permettono di aumentare la precisione, penetrazione e pertanto effettività dell’arco mentre cacciando con materiale tradizionale è una sfida molto più dura. La caccia con l’arco è regolata dalla legge come con qualsiasi altra arma, in certi casi ci sono più o meno restrizioni o limitazioni che con le armi da fuoco. Di fatto, la caccia con l’arco è proibita in vari paesi europei come in Germania, Irlanda e Regno Unito.

Il tiro con l’arco al bersaglio modeno da competizione è spesso diretto dalla federazione internazionale di tiro con l’arco, abbreviato FITA (Féderation Internationale de Tir à l’Arc). Le norme olimpiche arrivano da questa federazione. Le competizioni di tiro con l’arco si possono eseguire indoor e outdoor. Le distanze indoor del bersaglio sono da 18 a 25 metri e quelle dell’outdoor variano da 30 a 92 metri. La gara si divide in finali di 3 o 6 frecce. Dopo ogni finale, gli atleti vanno al bersaglio per prendere nota dei punti e prendere le frecce. Gli arceri hanno un tempo limitato per scoccare le loro frecce. I bersagli si marcano con 10 anelli concentrici a cui si assegneranno i punti da 1 a 10, essendo il centro 10. Oltretutto, nel centro c’è un cerchio piccolo, chiamato a volte X. Nell’outdoor, serve in caso di pareggio, momento in cui si conterà il maggior numero di X. Gli arceri valutano i loro punti sommandoli alla fine di ogni turno. Le frecce che toccano una linea verranno valutate con il punteggio maggiore.

BRAZALERA ARQUERO VALDIS 404x450 - La pratica sportiva del tiro con l'arco

Ci sono diversi turi e distanze cambiando il bersaglio. Variano dai 40 cm (18 metri, in indoor) a 122 cm (70 e 90 metri, in outdoor, per la FITA, usati in competizioni olimpiche).

Il tiro con l’arco campestre è la disciplina in cui si mirano obbiettivi a diverse distanze, a volte interreni campestri e a volte a distanza sconosciuta. Le diverse associazioni nazionali e internazionali di tiro con l’arco hanno diverse regole sulla distanza, tipo di bersaglio e il fatto di conoscere o no la distanza prima del tiro. Così possono esserci competizioni a distanze conosciute anteriormente o sconosciute, distanze maggiori o minori, con bersagli a cerchi concentrici o a forma di animale, ecc…

Il tiro con l’arco campestre è fortemente collegato alla caccia con l’arco, con l’introduzione di elementi come il calcolo della distanza in luoghi sconosciuti, la fatica di dover camminare in terreni accidentati, ecc…

Culatín para flechas de fibra - La pratica sportiva del tiro con l'arco

I giochi Paralimpici di tiro con l’arco si possono realizzare nelle modalità in sedia a rotelle e in piedi, nelle categorie maschili e femminili con prove individuali e a squadre. Gli arceri tirano a bersagli di 122 cm dalle distanze di 30/50/60/70/90 metri. Essi, con alcun handicap fisico, arrivano a livelli competitivi e di precisione molto alti. Il tiro con l’arco Paralimpico ha le stesse regole, distanze e procedimenti delle competizioni Olimpiche.

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